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Titolo: Those nights belong to us
Autore: [info]chia25
Fandom: RPF Nuoto
Personaggi/Pairing: Michael Phelps/Ryan Lochte
Lista + tema: Lista #10 - Finali; tutti i temi
Rating: 14+
Warning: Slash
Note: Ambientata prima, durante e dopo la finale dei 200 farfalla ai Mondiali di Nuoto di Roma 2009. Titolo molto ad cazzum, abbiate pietà della mia anima.
Disclaimer: Non mi appartengono e purtroppo non mi apparterranno mai. E non ci lucro sopra nulla, al massimo spendo di connessione internet XD
Breve riassunto: « Ce l'hai fatta. » ride Ryan, abbracciando Michael da dietro.

.Riscaldamento

Ryan ha lo stomaco chiuso quanto Michael, probabilmente, ed è assurdo visto che non è certo lui quello che deve disputare una finale dei duecento delfino.
Quando il Kid di Baltimore cerca di rassicurarlo– adorabile uomo, riesce sempre a leggere il suo viso come un libro aperto – gli sorride, coprendo le loro mani intrecciate con il proprio corpo.
« Mi raccomando » gli ricorda, sul volto un'espressione di determinato affetto « fai del tuo meglio. »
Solo il tempo di un sorriso – dolce, sincero, un po' infantile come è lui – e Michael se ne è già andato.

.Partenza

Che Michael si imponga fisicamente su tutti gli altri, Ryan se ne è accorto anche dai loro momenti di intimità, quando il suo corpo lo sovrasta e tutto quello che i suoi occhi possono vedere è il suo petto ampio.
Ma ora, quando lo vede accanto a Matsuda e Korzeniowski, Ryan si sorprende a sperare che le sue gambe siano in grado di farlo viaggiare più veloce del giapponese e del polacco, oppure stasera dovrà raccogliere i resti di Michael Phelps con uno spazzolino da denti.
Chiude gli occhi e sussurra una preghiera, i pugni stretti.
« Buona fortuna. »

.Arrivo

Sbattuta la mano a concludere l'ultima bracciata di gara, Michael alza lo sguardo. Cerca sua madre – eccola, con le sue sorelle -, cerca Bob – il padre che avrebbe voluto, l'uomo che lo ha cresciuto ed ha creduto in lui -, ed infine arriva su Ryan.
Lochte ricambia lo sguardo, gli occhi lucidi per la gioia, l'emozione del momento e chissà cos'altro.
Vorrebbe urlare la sua felicità e molte altre cose, ma Michael non gradirebbe quella pubblicità alla loro relazione. Quindi Ryan si limita a sorridere e, finalmente, Phelps ricambia il saluto ed alza lo sguardo sul proprio tempo.

.Spogliatoio

« Ce l'hai fatta. » ride Ryan, abbracciando Michael da dietro. Può sentire il suo respiro ancora affannoso alzargli ed abbassargli il petto e il suo sorriso a contatto con la propria guancia.
« Sì. » è l'unica cosa che Michael riesce a sospirare, prima di spingere Ryan nello spogliatoio e chiudere la porta alle loro spalle.
« Ho una gara, io. » ridacchia Lochte, chinandosi a sfiorargli il naso con le labbra.
« Lo so. » risponde l'altro, appoggiando la testa contro la sua spalla.
E Ryan non può far altro che chinarsi a baciarlo ancora con un sorriso.

.Premiazione

Quando sente suonare le prime note dell'inno, Ryan si sente vagamente commosso perché, tra quello che è successo il giorno prima e quel bacio rubato negli spogliatoi, le sue emozioni hanno effetti amplificati.
E vedere Michael in piedi su quel podio che si è guadagnato, con un sorriso rivolto a tutti, a nessuno, a lui, con una mano sul cuore e le labbra che si muovono senza che lui riesca a sentire nulla, gli fa un effetto dolce e tenero, e vorrebbe piangere per la gioia e correre ad abbracciarlo.
Invece è Michael a piangere, concedendosi solo una commossa lacrima.

.Autobus

Ci vogliono quindici minuti per arrivare al loro albergo, e Ryan li trascorre con la testa buttata all'indietro e la mano a sfiorare leggermente, in modo quasi fin troppo casuale, quella di Michael. Non che i loro compagni avrebbero nulla da ridire se lo abbracciasse, ma Phelps è piuttosto riservato riguardo questo genere di questioni, quindi meglio evitare di litigare per cose del genere.
« Vengo io da te, dopo? » sussurra, attento a non farsi sentire da altri.
Michael annuisce, ha gli occhi chiusi.
Poi lo abbraccia, lo bacia sulla fronte, e fino all'albergo tra loro c'è solo silenzio.

.Camera

« Ero preoccupato per te. » sussurra Ryan, spingendo Michael sul letto e stendendosi accanto a lui, le mani intrecciate con quelle dell'altro e la testa appoggiata sul suo petto che si solleva e si abbassa al ritmo del suo respiro.
« Non ce n'era bisogno. » sospira Phelps, passandogli una mano tra i capelli « Avrei vinto comunque. »
Ryan sospira, e vorrebbe dirgli che la sera prima, dopo i duecento stile, era di tutt'altro avviso, anzi era una lagna insopportabile. Soppesa l'idea di dirgli proprio queste esatte parole, poi la abbandona. L'importante è che stiano insieme, alla fine.